IL GRANDE RITORNO DI VITO PIERO ANCORA

Torna sulla start line a Orta 10 in 10 dopo un infortunio il Maratoneta simbolo del Club.

di Ghino di Tacca

01 Ancora

Lo incontriamo a Ostuni, provenienti da un viaggio attraverso la Puglia, in forte ritardo per la cena fissata da tempo, complice un traghetto ritardato dai marosi.

Ci aspetta, statuario e sorridente, sotto l’obelisco alto più di 20 metri che proietta verso il cielo sereno e stellato il monumento a Sant’Oronzo, in piazza della Libertà a Ostuni, la sua città. Circondato dai bellissimi palazzi barocchi, neoclassici e tardogotici che fanno corona alla piazza, sembra anche lui un’icona del luogo, un vero “landmark”, un punto di riferimento. Forte è l’emozione nel rivederlo dopo tanto tempo. Alto, in forma e più magro del solito, ha un taglio di capelli corto, sbarazzino, il viso rilassato, lo sguardo acuto di sempre, la voce pacata nelle cui note traspare però la contentezza di rivederci.

Facendoci strada tra la folla estiva di turisti e locali che gremisce le strade e i vicoli, ci offre la cena in un bellissimo ristorante panoramico con una vista mozzafiato sulla vallata punteggiata di luci e edifici bianchissimi, giù fino al mare con la sua distesa oscura costellata di scintille luminose, che da qui dista solo pochi chilometri. E, seduti davanti a squisiti piatti di pesce, ci ritroviamo ancora una volta incantati dalle sue storie, i suoi aneddoti, il suo lucido e saldo amore per il passato e la visione costellata di sogni del futuro.

Ripercorriamo la sua carriera di ingegnere, prima in Puglia, con la sua rapida ascesa a posizioni sempre più di spicco, poi il salto nel vuoto a Milano, una decisione ponderata ma dirompente, il suo nuovo mondo nella grande città, il suo amore per l’Opera che lo porta ad essere un costante frequentatore della Scala. Verdi, su tutti, ma anche Donizetti, Bellini, Mascagni, Massenet, Mozart, i concerti di Classica col Maestro Muti e poi con Chailly…

Non dimentica mai di sottolineare il suo impegno sociale con l’Avis, il fatto di essere uno dei maggiori donatori di sangue, da più di quarant’anni, ininterrottamente, un impegno di solidarietà che lo rende persino più orgoglioso delle sue 1474 maratone e ultra corse ad oggi. L’uomo è indubbiamente più alto della statura già notevole conferitagli dai suoi meriti sportivi, che pure hanno contrassegnato la sua vita fin dalla gioventù, prima il ciclismo, poi il tennis e infine la sua passione per la corsa.

Ricordi e prospettive.

Come il “battesimo” di Giuseppe Togni alla sua prima maratona in assoluto, Torino 1999, che con fare profetico l’ammonì: “Soffrirai, ma l’amerai per sempre!”

Il giorno del “sorpasso”, sul Lago d’Orta, quando con grande commozione Vito Piero superò il maestro Togni in cima alla classifica degli italiani con il maggior numero di maratone corse, siglando la numero 762.

O quando si ruppe un braccio in Germania al 25° e continuò con l’ulna incrinata fino al traguardo, evitando poi medici e ospedale per poter nuovamente correre il giorno dopo, con braccio rotto e fasciatura posticcia.

O quando, sempre in Germania, dopo una maratona corsa il giorno di Pasqua, ci aggirammo a piedi per le vie di Amburgo per una decina di chilometri a cercare una chiesa dove ci fosse ancora una Messa pasquale, tornando poi indietro per altri 10 km e ripartendo il giorno dopo per un’altra maratona.

O il 3 giugno 2017, quando, sempre all’Orta, siglò la sua maratona numero 1000, entrando nell’olimpo delle leggende, tranquillo, imperturbato, senza nemmeno un capello fuori posto.

E poi le infinite serie, 4 in 4, 7 in 7, 10 in 10, persino 10 in 10 all’Orta + 20 in 20 a Londra, per un totale di 30 maratone in 31 giorni d’agosto, nel 2020…

Ci fu un momento però in cui le prestazioni cronometriche, sempre regolarissime, iniziarono a calare, un dolore, dovuto a una brutta caduta, che non passava col tempo, come avrebbe dovuto si fosse trattato di una contusione superficiale. Lui, che non si era mai lamentato di nulla, costretto al ritiro, all’ospedalizzazione, all’operazione. Ce lo racconta ancora serenamente, senza strazio, sorvola leggero sul dolore, i cambi d’ospedale e di terapia, le lunghe giornate in riabilitazione. Tutto ha un prezzo, immagino, anche tornare a camminare, per uno come lui che non si è mai fermato. Niente ci viene regalato, Piero ne è consapevole, così come sa che è giunta la tanto agognata ora del ritorno.

E’ quasi l’una di notte quando ci alziamo dal ristorante, e il nostro chaperon personale ci fa da guida in un incantevole giro di Ostuni by night, con i suoi locali affollati, i tavolini per le strade, le facciate imbiancate di calce, l’architettura barocca, i fiori a profusione, la musica dolcissima e allegra, proprio come la musica dei passi regolari di Piero sulla strada, verso il suo ennesimo, meritatissimo traguardo, quello delle 1500 maratone.

Bentornato a Casa, Gentleman delle Lunghe. Ti aspettiamo con gioia.

Link alla pagina di V.P. Ancora su DUV

https://statistik.d-u-v.org/getresultperson.php?runner=9289

Link alla pagina di Maximaratona

http://www.maximaratona.it/index.php?option=com_chronoforms&chronoform=VisualizzaAtleta&cf_id=827

Palmares

42,195 km 3h56’49” 2006 Vigarano Mainarda (FE)
50 km 5h07’01” 2007 Sanremo (GE)
100 km 11h27’09” 2002 Seregno (MI)
6 h 53,257 km 2007 Luco dei Marsi (AQ)
12 h 98,192 km 2005 Montelupo Fiorentino (FI)
24 h 184,217 km 2004 San Giovanni Lupatoto (VR)
48 h 302,228 km 2007 San Vito al Tagliamento (PN) 

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